.. Ho detto: “Chi? Io?.. No no.. Io non sono di nessuno.”
L’aria vagamente soddisfatta di chi la sa lunga, e con la coda dell’occhio vede e attraversa i pensieri di chi si trova affianco. Io, davvero, forse non sono mai stata di nessuno; io sfuggo. No, è che ho ereditato a lot of carattere of mia madre che lo so, lo so benissimo come reagisco. (l’unica cosa è che spero di non chiudermi tanto quanto lei, ma d’altronde io sono nettamente piu’ egocentrica, uh, eccome).
.. Lui mi fissava, mi penetrava con quello sguardo, mi spogliava da ogni singola impalcatura che portavo addosso, era largamente convinto di avere il predominio su di me, un arrogante presuntuoso del cazzo.. E aveva ragione, e lui lo sapeva benissimo; parlava sempre lui per primo, era lui che faceva le domande, io rispondevo ma non davo problemi, ero completamente stretta a lui che nemmeno ero interessata ad andargli contro – Eravamo a letto, poco convinti e troppo impulsivi. Ci davamo le spalle, io ascoltavo musica per finta, lui faceva finta di dormire. Fin qui, eravamo ancora due corpi presi da loro stessi, due persone estranee. Ci volle davvero poco per metter fine a quella guerra fredda fatta di sesso: mi ritrovai il suo braccio sulla mia spalla e il gesto di voltarmi fu molto piu’ che immediato, quasi stessi aspettando il via per girarmi. Le parole che uscirono da quelle labbra non erano semplici parole, erano frecce dritte al mio corpo: “Stiamo sbagliando” – “Poi soffriamo” – ” Io comincio a provare qualcosa per te” – “Forse è meglio se non dormiamo piu’ assieme”. Non erano le cose che volevo sentire, dov’era finito il mio sesto senso femminile che mi dava sicurezza? Ho evitato il suo sguardo, frettolosamente ho guardato la stanza buia, mi dimenavo per non far notare quelle pesanti lacrime che scorrevano inesorabili lungo il mio volto; ero ferita e le uniche cose che ho potuto dire in quel momento furono: “Non me ne frega un bel niente di tutti questi timori, andiamoci contro”. Improvvisamente, la stanza era di nuovo fredda e ora davanti al suo volto ancora le mie spalle.. Con l’unica differenza che i suoi occhi entravano nella mia schiena e io li sentivo, li sentivo e piangevo di questo. Cosa mi stava succedendo? Sempre piu’ piccola, mi sentivo persa. Ma ora, la sua presa si faceva sicura, le cose stavano cambiando, di nuovo uno di fronte all’altra. Un nuovo quesito, più sincero e morbido, spiazzante – “Tu mi ami ?” – “Sì.” – “Anche io ti amo”. Vorrei evitare di dire che c’è stato un bacio e un abbraccio, ma sarei troppo poco sincera; il bacio è stato il piu’ bello di tutta la mia vita, e le parole che lo seguirono furono le parole più dolci e rassicuranti che qualcuno è riuscito a dirmi, mi sono sentita davvero al sicuro tra le tue braccia.
Visto? Il mio sesto senso non cambia mai.

La madunin senza test.
C’era una volta,